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Ordine di San Benedetto
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Lmwcq'mwcgOrdine di San Benedetto (in mwcwlatino mwdaOrdo Sancti Benedicti) è una confederazione che riunisce congregazioni monastiche e mwdqmonasteri autonomi che perpetuano l'ideale religioso del mwdgmonachesimo benedettino in conformità con la mwdwregola e lo spirito di san mweaBenedetto; i monaci mweqbenedettini pospongono al loro nome la mwegsigla mwewO.S.B.cite-ref-f-1-0[1]

Le origini del monachesimo benedettino risalgono alla fondazione, attorno al mwgq529, del cenobio di mwggMontecassino a opera di san mwgwBenedetto da Norcia.

La regola redatta da Benedetto per la sua comunità si diffuse rapidamente anche grazie al sostegno di mwhqpapa Gregorio Magnocite-ref-2[2] e venne adottata, spesso accanto ad altre, da numerosi monasteri europei: si affermò definitivamente nell'mwig817, quando il mwiwcapitolare monastico di mwjaAquisgrana, di cui fu ispiratore mwjqBenedetto d'Aniane, la impose a tutti i monasteri franco-germanici.cite-ref-3[3]

I monasteri benedettini, tutti autonomi, iniziarono a riunirsi in congregazioni nel mwkwX secolo. Nel mwla1893 mwlqpapa Leone XIII ha riunito le congregazioni e i monasteri benedettini in una confederazionecite-ref-4[4] sotto la presidenza di un abate primate residente nel monastero di mwmgSant'Anselmo all'Aventino a mwmwRoma.cite-ref-f-1-1[1]

Contents

Storia
Note

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Storia

Il fondatore

Le informazioni biografiche più antiche su mwqgBenedetto derivano dal secondo libro dei mwqwDialoghi di mwraGregorio Magno,cite-ref-5[5] scritto tra il mwsq593 e il mwsg594, cioè circa trent'anni dopo la morte del fondatore del monachesimo occidentale: malgrado si tratti di un testo mwswagiografico, vi si possono rintracciare alcune informazioni storiche certe (Gregorio aveva potuto attingere informazioni dagli abati Costantino e Simplicio di Montecassino, Onorato di Subiaco e Valentiniano, che avevano conosciuto personalmente Benedetto).cite-ref-6[6]

Benedetto nacque a mwuqNorcia, tra il mwug480 e il mwuw490, da una nobile famiglia patrizia; dopo una breve esperienza di studi a mwvaRoma, disgustato dal clima di decadenza morale, si ritirò sui monti della mwvqSabina e poi in una grotta nella mwvgvalle dell'Aniene, presso mwvwSubiaco, per condurre vita eremitica. Ricevette l'abito monastico da Romano.cite-ref-penco52-7-0[7]

La fama di Benedetto si diffuse e venne chiamato a guidare la comunità di monaci di San Cosimato a mwxqVicovaro, ma l'esperienza non fu proficua e il patriarca si ritirò nuovamente a Subiaco. Attorno alla sua figura si riunirono numerosi discepoli, che vennero raccolti in dodici monasteri tutti formati da dodici monaci: la comunità guidata da Benedetto eresse e si stabilì nel monastero di San Clemente a Subiaco.cite-ref-penco52-7-1[7]

A causa di un prete invidioso, Fiorenzo, il fondatore e la sua comunità lasciarono Subiaco e si rifugiarono a mwywMontecassino,cite-ref-8[8] dove era ancora vivo il culto pagano del dio mwaaApollo: Benedetto e i suoi monaci si impegnarono nella conversione degli abitanti del luogo al cristianesimo ed eressero un oratorio dedicato a san mwaqMartino e poi un altro intitolato a san mwagGiovanni Battista, posto sulla cima del monte.cite-ref-9[9]

Benedetto rimase a Montecassino come capo della sua comunità di monaci fino alla morte: intrattenne rapporti con personalità di rilievo (Gregorio Magno parla di una visita di mwcaTotila al monastero) e venne consultato da vescovi come mwcqCostanzo d'Aquino, mwcgGermano di Capua e mwcwSabino di Canosacite-ref-penco55-10-0[10] (anche se Benedetto, probabilmente, non era neanche mweasacerdote).cite-ref-11[11]

Benedetto morì a Montecassino il 21 marzo mwfg547 e venne sepolto, secondo le sue volontà, nell'oratorio di San Giovanni Battista.cite-ref-penco55-10-1[10]

La Regola

Tra il quarto e il quinto decennio del mwhgVI secolo Benedetto redasse la sua mwhwregola monastica, pensata non solo per la sua comunità, ma adatta anche a monasteri di diversa grandezza o posti in altre zone geografiche.

Struttura

Il testo della Regola di Benedetto, piuttosto breve, è costituito da un prologo e settantatré capitoli di diversa lunghezza.

I primi tre capitoli trattano della struttura istituzionale del mwkamonastero (varie specie dei monaci, mwkqabate, consiglio di comunità); i capitoli dal quarto al settimo sono dedicati ai fondamenti della dottrina spirituale ("strumenti delle buone opere", mwkgobbedienza, mwkwsilenzio, mwlaumiltà); i capitoli dall'ottavo al ventesimo organizzano l'mwlqufficio divino e la preghiera liturgica e privata; i seguenti capitoli, fino al cinquantaduesimo, trattano della disciplina e dell'organizzazione materiale del monastero (pasti, lavoro); i capitoli dal cinquantatreesimo al cinquantasettesimo parlano dei rapporti dei monaci con il mondo esterno;cite-ref-12[12] i capitoli dal cinquantottesimo al sessantacinquesimo hanno per oggetto l'accoglienza dei novizi, l'elezione dell'abate e del priore; il capitolo sessantaseiesimo, probabilmente l'ultimo di una primitiva stesura, si occupa dell'ufficio del portinaio e della mwmgclausura.cite-ref-penco60-13-0[13]

I capitoli dal sessantasettesimo al settantaduesimo sono probabilmente delle aggiunte e hanno per oggetto alcuni particolari punti della disciplina. Nel settantatreesimo capitolo, una sorta di mwoapost scriptum, Benedetto chiarisce la modestia delle sue intenzioni e dichiara la sua Regola essere solo un punto di partenza per quanti desiderano progredire nella vita di perfezione.cite-ref-penco60-13-1[13]

L'ordinamento monastico

Qualunque battezzato può entrare a far parte del cenobio benedettino: il postulante viene accolto nel monastero ed esaminato da un monaco esperto; dopo un anno di mwpwnoviziato, redigendo una mwqapetitio che pone sull'altare dell'oratorio, fa mwqqvoto di mwqgstabilità (il monaco non può cambiare comunità, ma è legato fino alla morte al medesimo monastero), di obbedienza e di conversione dei costumi. Per i mwqwpueri mwraoblati è il padre a fare la mwrqpetitio scritta.cite-ref-penco70-14-0[14]

Il capo del monastero è l'mwswabate, eletto a vita nel seno della comunità monastica in base ai meriti e alla dottrina spirituale: egli è il "padre" dei monaci e responsabile della buona amministrazione del monastero.cite-ref-penco70-14-1[14] Accanto all'abate esistono i decani, ai quali sono affidati gruppi di monaci divisi in base all'attività, e il mwuacellerario, che si occupa dell'amministrazione pratica.cite-ref-15[15]

La mwvgpreghiera liturgica è divisa e distribuita lungo il corso della giornata e della notte in sette ore diurne e una notturna: il mwvwsalmo 118 (119), infatti, recita "Sette volte al giorno io ti lodo" e "Nel cuore della notte mi alzo a renderti lode".cite-ref-16[16] Poiché la comunità in origine era essenzialmente laicale, la celebrazione della mwxaMessa era prevista solo alla domenica e nelle feste.cite-ref-17[17]

I monaci hanno il dovere di dedicare le ore libere dal culto liturgico e dalla mwyglectio divina allo svolgimento dei lavori manuali o intellettuali che l'abate ha loro assegnato, in modo che essi possano contribuire con le loro capacità e le loro energie a soddisfare i bisogni della comunità. Al lavoro viene dato un grande valore anche sul piano ascetico: esso è considerato un mezzo di santificazione perché finalizzato all'edificazione della mwywCivitas Dei nel mondo.cite-ref-18[18]

Il testo

Il manoscritto originale della Regola andò disperso: abbandonando Montecassino nel mw2q577, i monaci portarono con loro il testo a Roma presso la biblioteca del loro nuovo monastero di San Pancrazio al Laterano;cite-ref-19[19] attorno al mw3g717 l'abate mw3wPetronace promosse la ricostruzione di Montecassino e verso il mw4a750 mw4qpapa Zaccaria restituì il manoscritto; minacciati dai mw4gSaraceni, nell'883 i monaci trasferirono il testo a mw4wTeano, dove andò distrutto durante un incendio nell'mw5a896.cite-ref-penco67-20-0[20]

Del testo esisteva una copia ad mw6gAquisgrana, fatta realizzare dall'abate di Montecassino Teodemaro per volere di mw6wCarlo Magno, utilizzato da mw7aBenedetto d'Aniane per la riforma monastica dell'Impero. Anche quella versione andò dispersa, ma nell'mw7qabbazia di San Gallo ne esiste una copia (cod. Sangallese 914) realizzata nell'mw7g817 da due monaci di mw7wReichenau per il monastero di Inda e trasferita lì dall'abate Grimaldo.cite-ref-penco67-20-1[20]cite-ref-faust74-21-0[21]

Partendo dall'analisi e dal confronto delle varie recensioni della Regola, i filologi hanno tentato di ricostruire l'originale autografo elaborato da Benedetto. Accanto al codice di San Gallo esistono altri codici realizzati nel mw-qIX secolo derivati dalla copia realizzata per Carlo Magno (Vindobonese 2232, Monacense 28118, Monacense 19408 di mw-gTegernsee) che riportano una versione della regola molto simile, detto testo "puro";cite-ref-penco67-20-2[20] esistono anche codici più antichi ma con un testo diverso, frutto di alcune modifiche di carattere istituzionale e stilistico apportato da altri monasteri in base a loro particolari esigenze (il testo "interpolato"), come il codice Hatton 48, conservato alla mw-wbiblioteca Bodleiana di mwaqaOxford; esistono, infine, codici che riportano il cosiddetto "textus receptus", frutto di una sistematica correzione del testo "puro" dal punto di vista linguistico.cite-ref-22[22] Rudolf Hanslik, confrontando circa 300 manoscritti, nel mwaqy1977 ha pubblicato un'edizione critica della Regola.cite-ref-faust74-21-1[21]cite-ref-23[23]

La questione benedettina

L'autore della Regola utilizza gli scritti di mwarePacomio, mwariBasilio, mwarmGiovanni Cassiano, mwarqCesario di Arles, mwaruAgostino. Cita poi mwaryCipriano, mwarcGirolamo, mwargLeone Magno:cite-ref-penco60-13-2[13] studi paleografici e filologici hanno però portato per primo Augustin Genestout, studioso benedettino di Solesmes, a ipotizzare che il testo tradizionalmente attribuito a Benedetto, in realtà, derivi dalla cosiddetta mwar0mwar4Regula Magistri, di autore anonimo.cite-ref-24[24] La mwasmRegula Magistri, che ebbe questo nome da mwasqBenedetto d'Aniane, era sempre stata considerata una prolissa amplificazione di quella di Benedetto e l'ipotesi di Genestout accese una delle più importanti controversie del campo storico-patristico, contrapponendo i difensori della posizione tradizionale ai sostenitori della nuova teoria.cite-ref-penco61-25-0[25]

L'ipotesi che la mwasoRegula Magistri costituisca la principale fonte di Benedetto è ormai accettata dalla maggioranza degli studiosi.cite-ref-penco61-25-1[25] Nei passi comuni (per esempio laddove si citano Giovanni Cassiano e i salmi) la mwas8Regula Magistri è più fedele alle fonti utilizzate, mentre Benedetto tende a discostarsi dal loro senso letterale.cite-ref-26[26]

L'affermazione del monachesimo benedettino

Non c'è nulla che dimostri che la regola data da Benedetto alla sua comunità fosse stata adottata da altri monasteri mentre egli era ancora in vita, neanche nel caso del monastero di Santo Stefano a mwatsTerracina, l'unica filiazione antica di Montecassinocite-ref-penco55-10-2[10] (è invece leggendaria la tradizione secondo cui Benedetto avrebbe inviato i suoi discepoli mwauaMauro e mwauePlacido a fondare monasteri, rispettivamente, in mwauiFrancia e mwaumSicilia).cite-ref-27[27]

Alla diffusione del monachesimo benedettino diede un decisivo contributo l'opera di mwaukGregorio Magno: componendo i suoi libri dei mwauoDialoghi mise in grande rilievo la vita di san Benedetto, celebrandone il ruolo di legislatore monastico; fondò sei cenobi nei suoi possedimenti in mwausSicilia e trasformò in monastero anche la sua abitazione mwauwad Clivum Scauri sul mwau0Monte Celio a mwau4Roma, dove egli stesso visse da monaco; tra i monaci del Celio scelse anche i missionari da inviare in mwau8Inghilterra (come mwavaAgostino, che fondò un monastero a mwaveCanterbury, e mwaviMellito fondatore dell'mwavmabbazia di Westminster).cite-ref-28[28] In tali monasteri, tuttavia, la regola di san Benedetto era utilizzata, assieme ad altre, solo come fonte per gli statuti redatti per le singole comunità monastiche dai rispettivi abati.cite-ref-29[29]

Attorno al mwav0628 la Regola di san Benedetto venne adottata anche da numerosi monasteri della Francia meridionale fondati da mwav4san Colombano (mwav8Solignac, mwawaRebais, mwaweNivelles, mwawiSaint-Wandrille, mwawmLérins). Tale regola, però, era solo affiancata a quella di Colombano (per il monachesimo tra il VII e il mwawqIX secolo si parla di periodo della "regola mista"), che continuava a prevalere sull'altra: essendo meno rigida e più adattabile alle varie situazioni, quella di Benedetto acquistò sempre maggiore importanza rispetto alla mwawuRegula monachorum di Colombano.cite-ref-30[30] Regole miste vigevano anche nei monasteri spagnoli.

In Inghilterra il mwawwsinodo di Whitby del mwaw0664 segnò l'affermazione delle consuetudini romane e italiche sulle tradizioni insulari; i monaci anglosassoni Ceolfrido, mwaw4Vilfrido, mwaw8Villibrordo scesero in mwaxaItalia per apprendervi la genuina tradizione monastica romana. L'abate mwaxeBenedetto Biscop, fondatore dei mwaximonasteri di Wearmouth e Jarrow (mwaxm674 e mwaxq681), fu il principale propagatore delle norme e dello spirito del monachesimo benedettino in Inghilterra,cite-ref-31[31] ma una sua mwaxkvita testimonia che nei suoi monasteri si seguisse una regola mista.cite-ref-32[32]

Un rinnovato interesse per la figura di Benedetto e la sua regola è testimoniato dai monaci di mwayqFleury, che nel mwayu672 inviarono una delegazione a Montecassino (all'epoca abbandonata e in rovina) per cercare le reliquie del santo patriarca: gli inviati ebbero successo e l'11 luglio mwayy673 (o mwayc674) rinvennero i resti di san Benedetto. Agli inizi dell'mwaygVIII secolo numerosi monasteri che si riconoscevano nella tradizione benedettina, in tutta mwaykEuropa (anche a mwayoRipon), iniziarono a festeggiare l'11 luglio come festa della deposizione di san Benedetto.cite-ref-33[33]

Nel mwaza717 l'abbazia di Montecassino venne riedificata e divenne nuovamente un centro di irradiazione del monachesimo benedettino. In quegli anni i mwazeFranchi si stavano avvicinando con entusiasmo alla civiltà mwaziromana e per loro il monachesimo benedettino si identificava con la Chiesa di Roma, pertanto nei sinodi del mwazm743 e del mwazq744 la regola benedettina venne fatta adottare da tutti i monasteri franchi.

La regola benedettina riscontrò grandi successi anche nelle regioni dell'mwazyEuropa centrale evangelizzate di recente. Il governo della principale abbazia della mwazcGermania, Fulda, fondata da mwazgsan Bonifacio, venne affidato all'abate mwazkSturmio, che aveva vissuto per un anno a Montecassino.

mwazsCarlo Magno cercò di imporre un'unica osservanza a tutti i monasteri dell'Impero e, come già detto, fece realizzare una copia del manoscritto della Regola di san Benedetto e la fece portare ad Aquisgrana. mwazwLudovico il Pio, riprendendo il desiderio del padre Carlo di unificare il monachesimo franco-germanico attraverso l'adozione di un'unica regola, chiamò a corte l'abate mwaz0Benedetto d'Aniane, che aveva fondato un monastero dove aveva introdotto l'integrale osservanza della regola di San Benedetto,cite-ref-34[34] e gli affidò la riforma dei monasteri d'mwaaiAquitania e la fondazione di un'abbazia a Inda; gli fece redigere i canoni del mwaamCapitulare Monasticum, da far osservare in tutti i monasteri, approvato dal sinodo di tutti gli abati dell'impero convocato dall'imperatore nell'mwaaq817 ad mwaauAquisgrana.cite-ref-35[35]

Lo sviluppo dei monasteri benedettini

Mentre in origine a popolare i monasteri furono comunità di religiosi laici (lo stesso Benedetto, probabilmente, non fu sacerdote), nel mwaawIX secolo l'accesso al sacerdozio iniziò a essere considerato il naturale coronamento della vita spirituale di un monaco. Le comunità monastiche si clericizzarono e i monasteri divennero luoghi di liturgie altamente ufficiali.

Le abbazie benedettine divennero anche importanti centri culturali. Già da tempo ospitavano ambienti come lo mwaa4scriptorium e la biblioteca, ma con l'mwaa8Epistola de litteris colendiscite-ref-36[36] (scritta forse da mwabqAlcuino di Yorkcite-ref-37[37]), Carlo Magno esortò esplicitamente tutti i monaci a prendere parte al rinnovamento culturale dell'Impero e a conservare i testi antichi. Nei monasteri si perfezionò la scrittura minuscola, chiaramente leggibile; tra le opere conservate prevalevano quelle dei padri della Chiesa latina e i classici dell'antichità. I monasteri più forniti, come quello di mwabkReichenau, al principio del IX secolo possedevano un patrimonio librario tra i 400 e i 600 volumi.

Oltre a conservare il patrimonio culturale dell'antichità, i monasteri divennero anche importanti centri per l'educazione dei giovani. Con lmwabs'mwabwmwab0Admonitio Generalis,cite-ref-38[38] capitolare emanato da Carlo Magno il 29 marzo mwaci789, l'imperatore ordinò a tutti i monasteri di istituire scuole e nel sinodo di mwacmMagonza dell'mwacq813 si raccomandò a tutti i cristiani di inviare i figli a studiare presso un monastero o un ecclesiastico. Nell'mwacu817, però, mwacyLudovico il Pio impose ai monasteri di educare presso le scuole interne solo gli mwaccoblati, pertanto molte abbazie eressero delle scuole esterne per i giovani laici, destinate specialmente ai figli dei nobili benefattori.

Gli oblati erano bambini offerti al monastero dai genitori. Il maggior numero di monaci entrò nell'ordine in virtù dell'oblazione da parte del padre: tra loro mwackVillibrordo, mwacoBonifacio, mwacsLullo e mwacwWillibaldo; mwac0papa Gregorio II confermò l'irrevocabilità dell'oblazione da parte dei genitori negando il diritto agli oblati, una volta raggiunta l'età adulta, di lasciare il monastero.

La decadenza dell'ordine e le sue riforme

Con il caos causato dal dissolvimento dell'impero carolingio aumentarono le ingerenze dei signori locali e dei vescovi nella vita interna delle abbazie e il monachesimo benedettino subì una profonda crisi economica e morale; ad aggravare la situazione furono le scorrerie degli Ungari e le incursioni dei pirati saraceni, che portarono alla distruzione, tra gli altri, dei grandi monasteri di Montecassino e mwadaSan Vincenzo al Volturno (mwade881).cite-ref-39[39] Nel mwadyX secolo la maggior parte dei monasteri benedettini venne ceduta in mano ad abati laici che ne depredarono i beni.

Furono, però, i papi benedettini mwadgGregorio VII e mwadkGelasio II a promuovere la riforma della Chiesa e a proibire ai laici di concedere dignità ecclesiastiche.

La riforma di Cluny

A salvare il monachesimo benedettino furono le riforme promosse da alcuni monasteri. Il principale movimento di rinnovamento monastico fu quello di mwaeiCluny: l'mwaemabbazia di Cluny venne fondata presso mwaeqMâcon, in mwaeuBorgogna, tra il mwaey908 e il mwaec910 dal duca mwaegGuglielmo I di Aquitania e donata all'abate mwaekBernone. L'abbazia venne sottomessa direttamente alla protezione della mwaeoSanta Sede, alla quale versava annualmente un censo simbolico, ed esentata dall'autorità vescovile, che non poteva così influire sull'elezione dell'abate. I tratti distintivi della riforma cluniacense furono la rigida osservanza della regola benedettina e nella tradizione di Benedetto di Aniane e la costituzione di una federazione di monasteri posti sotto la guida dell'abbazia di Cluny.cite-ref-40[40]

Su richiesta dei papi gli abati di Cluny restaurarono Lérins e riformarono gli storici monasteri di mwafaMarmoutier, mwafeSaint-Germain d'Auxerre e di mwafiSaint-Maur-des-Fossés. La congregazione di Cluny contribuì in maniera decisiva alla riforma generale della Chiesa e arrivò a contare circa 1.300 monasteri in mwafmFrancia, circa 150 tra mwafqBelgio, mwafuBaden e mwafySvizzera, 40 in mwafcGran Bretagna, 24 nella mwafgpenisola Iberica e 35 nell'mwafkItalia settentrionale.cite-ref-41[41]

Il movimento cluniacense in Germania e Italia

Il principale centro di riforma in mwagaGermania fu il monastero di mwageHirsau, presso mwagiCalw, che sotto la guida dell'abate Guglielmo adottò le consuetudini di Cluny e, con l'aiuto di mwagmUlrico di Zell, si dotò di statuti propri. I monasteri affiliati, oltre cento, conservavano una certa autonomia; a Hirsau venne abolita l'oblazione e i lavori manuali vennero affidati a frati conversi, lasciando ai monaci le attività spirituali e intellettuali. I monasteri soggetti a Hirsau, posti sotto la diretta protezione papale, nel periodo della lotta per le investiture furono tra i principali oppositori del partito imperiale.cite-ref-42[42]

Dal monastero lorenese di mwagkGorze ebbe origine un'altra riforma, contemporanea ma indipendente da quella di Cluny, che propugnava la stretta osservanza della regola benedettina senza aspirare all'esenzione: tra i principali centri di diffusione della riforma lorenese furono le abbazie di Sankt Maximin a mwagoTreviri e di Sankt Emmeram a mwagsRatisbona.cite-ref-43[43]

La riforma di Cluny ebbe successo anche in Italia: su invito del mwaheprinceps mwahiAlberico II, nel mwahm937 il secondo abate di Cluny mwahqOddone scese a mwahuRoma e riformò l'mwahyabbazia di San Paolo fuori le mura e le altre comunità monastiche benedettine che servivano presso le basiliche di mwahcSan Lorenzo e mwahgSant'Agnese. Alberico nominò Oddone archimandrita di tutti i monasteri dell'agro romano e ne promosse la riforma secondo l'osservanza delle severe regole di Cluny;cite-ref-44[44] mwah0Maiolo, quarto abate di Cluny, nel mwah4971 introdusse la sua riforma nel monastero di mwah8Sant'Apollinare in Classe, poi in quello di mwaiaSan Giovanni a Parma e in mwaieSan Pietro in Ciel d'Oro a mwaiiPavia.cite-ref-45[45]

Sotto gli abati Odilone e Ugo ci fu una grande fioritura di priorati cluniacensi in mwaigLombardiacite-ref-46[46] e alla congregazione si unì anche l'mwai0abbazia di San Benedetto in Polirone.cite-ref-47[47]

Altri focolai di diffusione delle consuetudini di Cluny furono le abbazie di San Benigno di mwajmFruttuaria, fondata da mwajqGuglielmo di Volpiano, che aveva conosciuto l'abate Maiolo a mwajuLucedio,cite-ref-48[48] e della mwajoSantissima Trinità di Cava. L'abbazia di Cava era sorta a opera Alferio, già ministro alla corte del principato longobardo di Salerno, che era divenuto monaco dopo aver conosciuto Odilone di Cluny: su invito del principe mwajsGuaimario IV, Alferio fondò il cenobio di Cava e riordinò la vita monastica nella regione. Presto Cava ebbe alle sue dipendenze monasteri anche in mwajwSicilia, nel mwaj0Gargano e in mwaj4Terra santa e nel mwaj81092 il papa concesse agli abati di Cava la dignità vescovile; la congregazione cavese raggiunse il suo massimo sviluppo agli inizi del mwakaXII secolo.cite-ref-49[49]

Nel mwaky1098 venne fondato il mwakcmonastero di Cîteaux, che si evolse e divenne un mwakgordine autonomo.

Le riforme dell'XI e del XII secolo

Tra X e mwaliXI secolo la vita eremitica apparve a molti un altro mezzo efficace per la restaurazione del monachesimo benedettino (il cenobitismo appariva troppo legato a interessi materiali e politici): a dare nuovo impulso all'istituzione eremitica fu mwalmsan Romualdo, che la mantenne nell'ambito della regola di san Benedetto. Abate di mwalqSant'Apollinare in Classe a mwaluRavenna dal mwaly998, abbandonò tale dignità per vivere in solitudine, poi si diede alla fondazione di eremitaggi (il principale fu quello di mwalcCamaldoli, che diede il nome al suo mwalgmovimento e dove egli si stabilì) e alla riforma di monasteri, come quello di mwalkFonte Avellana.cite-ref-50[50]

Da Fonte Avellana uscì san mwal8Pier Damiani, collaboratore di numerosi pontefici e protagonista, assieme con mwamapapa Gregorio VII, della mwameriforma della vita ecclesiastica e monastica.cite-ref-51[51]

Ma i monaci che contribuirono più direttamente alla lotta contro la mwamcsimonia e il mwamgnicolaismo, appoggiando l'opera delle alte gerarchie ecclesiastiche e associandosi ai movimenti riformatori locali, furono i mwamkvallombrosani, sorti a opera di mwamoGiovanni Gualberto: monaco benedettino di mwamsSan Miniato al Monte, ne uscì per abbracciare la vita eremitica ma presto fondò una comunità cenobitica a Vallombrosa, presso Firenze, a cui diede la regola benedettina e da cui ebbe origine una congregazione accentrata simile a quella di Cluny.cite-ref-52[52]

A imprimere un nuovo impulso al monachesimo benedettino nell'Italia meridionale furono le congregazioni riformate derivate dalle abbazie di mwaneMontevergine, fondata nel mwani1124 presso mwanmAtripalda da mwanqGuglielmo da Vercelli, e mwanuPulsano, fondata nel mwany1129 sul mwancGargano da mwangGiovanni da Matera.cite-ref-53[53]

Il declino tra il XIII e il XIV secolo

Tra il mwaoqXIII e il mwaouXIV secolo il monachesimo benedettino si avviò verso il declino: nonostante il numero di abbazie e priorati continuasse a salire, le comunità che le popolavano si ridussero pochi membri. Anche i movimenti riformatori (camaldolesi, vallombrosani, mwaoyverginiani, pulsanesi), sorti con un indirizzo prevalentemente eremitico o di accentuato rigorismo, persero progressivamente la loro fisionomia originale e si assimilarono ai cenobi benedettini della tradizionale osservanza, pur mantenendo un forte senso di appartenenza alla propria congregazione.cite-ref-54[54]

Nei monasteri benedettini la prassi religiosa era in decadenza e gli studi lasciavano a desiderare: la popolazione iniziò allora a preferire come pastori d'anime i frati provenienti dagli mwaowordini mendicanti, di recente istituzione, maggiormente animati da fervore di predicazione e di insegnamento. Anche le vocazioni religiose presero a indirizzarsi preferibilmente verso queste nuove famiglie religiose, contribuendo allo spopolamento dei monasteri benedettini.cite-ref-55[55]

Le speranze di restaurazione disciplinare secondo i precetti della regola di san Benedetto furono poste nell'associazione di più monasteri in congregazioni regionali. Il papa cistercense mwapiBenedetto XII, con la bolla mwapmSummi Magistri dignatio o mwapqBenedectina del mwapu1336, dispose che tutti i monasteri benedettini venissero raggruppati in province, che venissero celebrati capitoli triennali e nominati visitatori, ma gli effetti di questo provvedimento non furono considerevoli.cite-ref-56[56]

Continuarono comunque a sorgere, in seno all'ordine benedettino, nuove congregazioni monastiche legate non tanto al movimento di riforma ma a forti personalità religiose: i mwapssilvestrini, derivati dal monastero di Monte Fano (presso mwapwFabriano) fondato nel mwap01231 da mwap4Silvestro Guzzolini;cite-ref-57[57] i mwaqmcelestini, sorti attorno al mwaqq1259 a opera dell'eremita Pietro del Morrone (il futuro mwaqupapa Celestino V);cite-ref-58[58] gli mwaqoolivetani, fondati da mwaqsBernardo Tolomei nel mwaqw1313 nel mwaq0deserto di Accona, presso mwaq4Siena.cite-ref-59[59]

Il movimento de Unitate

Le condizioni del monachesimo benedettino ebbero un nuovo tracollo nel mwaryXV secolo, soprattutto a causa dell'abuso del regime della mwarccommenda: il titolo di abate divenne appannaggio di laici ed ecclesiastici secolari, spesso rampolli di nobili famiglie, estranei alla comunità ma che godevano le rendite dell'abbazia.cite-ref-60[60]

Anche abbazie storiche e prestigiose caddero in mano a grandi famiglie nobili (mwar0San Benedetto in Polirone ai mwar4Gonzaga, mwar8Santa Giustina a Padova ai mwasaCarraresi, mwaseSan Pietro di Perugia ai Graziani, di mwasmSan Nazzaro Sesia ai mwasqFieschi) e venivano concesse in commenda a membri della casata.cite-ref-61[61]

I soli monasteri immuni dal fenomeno della commenda erano quelli federati in congregazioni (mwasovallombrosani, mwasssilvestrini, mwaswolivetani) che, in virtù della loro unità giuridica e disciplinare, erano meno esposti a ingerenze esterne; inoltre, la maggiore facilità con cui i monaci potevano trasferirsi da un'abbazia a un'altra costituiva un fattore positivo per il superamento delle crisi.cite-ref-62[62]

Nel mwatg1408 l'abbazia di Santa Giustina a Padova venne affidata in commenda al giovane nobile veneziano mwatkLudovico Barbo, già priore di mwatoSan Giorgio in Alga.cite-ref-63[63] La comunità contava allora tre monaci: Barbo, deciso a restaurarvi la regolare osservanza, emise la sua professione dei voti e ricevette la benedizione abbaziale dal vescovo di Città di Castello. Per ripopolare l'abbazia fece giungere due mwat8camaldolesi e due canonici di San Giorgio in Alga.cite-ref-64[64]

Dopo aver risollevato la situazione morale e materiale della sua abbazia Barbo venne chiamato a riformare anche altri cenobi, anche fuori dal territorio veneziano (mwauuSan Niccolò del Boschetto a Genova, San Dionigi a Milano, la mwauyBadia Fiorentina).cite-ref-penco311-65-0[65]

I monasteri riformati si unirono in una congregazione, detta "de Unitate " o "de Observantia", approvata da mwauwpapa Martino V il 1º gennaio mwau01419:cite-ref-penco311-65-1[65] l'autorità suprema era devoluta al capitolo generale, celebrato annualmente, che nominava i visitatori che vigilavano sull'osservanza della regola nei monasteri; il capitolo generale costituiva anche il supremo organismo disciplinare e aveva il potere di deporre gli abati dei singoli monasteri, che continuavano a essere eletti a vita; tra i visitatori era eletto un abate presidente; i monaci, pur essendo vincolati ai monasteri nei quali avevano professato, potevano essere trasferiti ad altri monasteri.cite-ref-66[66]

Altre antiche abbazie si unirono alla congregazione di Santa Giustina (mwavcCava, mwavgSubiaco, mwavkBobbio, mwavoPraglia, mwavsVicenza) e il 15 novembre mwavw1504, con la bolla mwav0Super cathedram, mwav4papa Giulio II vi aggregò anche mwav8Montecassino, donde il titolo di "Cassinese" preso poi dalla congregazione.cite-ref-67[67]

Il fenomeno dell'accentramento fu l'elemento che risollevò le condizioni della vita monastica anche nei paesi tedeschi. Le principali riforme presero le mosse: dall'abbazia di mwawuKastl, in mwawydiocesi di Eichstätt, che arrivò a contare una ventina di monasteri;cite-ref-68[68] dall'mwawsabbazia di Bursfelde, presso mwawwGottinga, rinnovata da Giovanni Dederoth con l'aiuto di monaci provenienti da Sankt Matthias, presso mwaw4Treviri, che sotto l'abate Giovanni Hagen diede origine a una congregazione che nel mwaxa1530 arrivò a contare 94 abbazie;cite-ref-69[69] dall'abbazia di mwaxuMelk, riformata da Nikolaus Seyringer (già abate di Subiaco) su incarico dell'arciduca mwaxcAlberto V, che oltre che in mwaxgAustria ebbe una notevole influenza in mwaxkSvevia e mwaxoBaviera.cite-ref-70[70]

In mwayaSpagna il movimento di riforma fu guidato dall'mwayeabbazia di Montserrat, sotto la direzione di García de Cisneros, e dalla congregazione di mwaymValladolid, fondata nel mwayq1446, le cui costituzioni vennero redatte, su invito di mwayupapa Eugenio IV, da Ludovico Barbo.cite-ref-71[71]

La Riforma protestante

mway0Martin Lutero, nel suo scritto mway4De votis monasticis iudicium (mway81521), attaccò duramente la dottrina secondo cui la vita monastica sarebbe stata una forma migliore di sequela di Cristo; Lutero negò ogni fondamento biblico alla validità dei voti religiosi e dichiarò liberi i monaci da ogni vincolo.cite-ref-72[72]

La diffusione del mwazuProtestantesimo nei paesi europei portò alla scomparsa del monachesimo benedettino nei regni di mwazyDanimarca, mwazcSvezia e mwazgNorvegia, dove le comunità vennero secolarizzate tra il mwazk1527 e il mwazo1537, e in mwazsOlanda e mwazwFrisia (l'ultimo monastero benedettino, quello di Dikninge, venne soppresso nel mwaz41603).cite-ref-dip1321-73-0[73]

Delle oltre 1.500 abbazie benedettine esistenti in mwa0qEuropa al principio del Cinquecento, ne sopravvissero solo 800.cite-ref-dip1321-73-1[73]

La Riforma nei principati tedeschi

In mwa0sGermania l'ordine fu gravemente danneggiato dall'adesione di numerosi principi tedeschi alla Riforma: anzi, la possibilità per i signori locali di incamerare i patrimoni delle ricche abbazie dei loro territori favorì la loro conversione al protestantesimo. Molti monasteri, detentori di decime e mwa0wcorvée, vennero attaccati e abbattuti nella mwa00guerra dei contadini tedeschi del mwa041525.cite-ref-dip1321-73-2[73]

Alcune abbazie tedesche, come quella di Sankt Aegidien a mwa1qBrunswick o quella di Oldenstadt a mwa1uUelzen, passarono spontaneamente al luteranesimo e lo propagarono nel loro territorio. Molte altre (ad esempio, quasi tutte quelle facenti parte della congregazione di Bursfeld) vennero costrette ad abbracciare le dottrine riformate dai signori del posto.cite-ref-dip1321-73-3[73]

Complessivamente, in Germania nel corso del Cinquecento scomparvero 200 monasteri benedettini.cite-ref-dip1321-73-4[73]

La dissoluzione dei monasteri inglesi

A causa di numerose pestilenze e delle guerre dei mwa2ccent'anni e delle mwa2gdue rose, agli inizi del Cinquecento le abbazie benedettine inglesi erano spopolate e il livello morale dei monaci piuttosto basso. Tuttavia i benedettini continuavano a esercitare una notevole influenza sulla vita ecclesiale e civile inglese: ventiquattro abati sedevano di diritto in parlamento e altri sedici avevano il grado di baroni del Regno; le sedi vescovili di nove delle sedici diocesi inglesi del tempo erano abbazie benedettine e i monaci avevano un ruolo importante nell'elezione dei vescovi.cite-ref-74[74]

mwa24Thomas Wolsey, denunciando davanti al papa la decadenza morale ed economica dei monasteri, nel mwa281528 ottenne dal pontefice la facoltà di visitare le comunità benedettine inglesi e di sopprimere quelli con meno di dodici monaci e quelle troppo rilassate. I beni delle abbazie soppresse vennero confiscate dalla corona e utilizzate da mwa3aEnrico VIII per arricchire l'aristocrazia che controllava il paese e guadagnarsi il suo sostegno.cite-ref-dip1321-73-5[73]

Nuovi tentativi di riforma

L'ordine benedettino ricevette un nuovo impulso dal mwa3wConcilio di Trento. I padri conciliari affrontarono le questioni sulla vita religiosa nel mwa301563, nel corso dell'ultima sessione del concilio: tra i provvedimenti più significativi, venne fissato a sedici anni il limite minimo di età per abbracciare la vita religiosa e solo dopo almeno un anno di noviziato; prima di essere ammesso alla professione dei voti ci si sarebbe dovuti accertare della piena libertà del candidato (si mise così fine al fenomeno dei mwa34pueri oblati).cite-ref-dip1322-75-0[75]

Venne biasimato il fenomeno della commenda e venne prescritta la pratica della povertà e la perfetta vita comune. I monasteri vennero spinti a federarsi in congregazioni.cite-ref-dip1322-75-1[75]

Il monachesimo benedettino conobbe una nuova fase di vitalità e sviluppo. In mwa4kFrancia sorsero le congregazioni mwa4odei Santi Vitone e Idulfo, promossa in mwa4sLorena da mwa4wDidier de La Cour, e di mwa40San Mauro, sorta nel mwa441618 nell'mwa48abbazia di Saint-Germain-des-Prés, che diede un notevole impulso alla ricerca storica e letteraria e allo studio della patristica.cite-ref-uf86-76-0[76]

I tentativi di riunire in un'unica congregazione i monasteri delle regioni tedesche rimaste cattoliche, invece, fallì soprattutto a causa dell'ostilità dei vescovi. Numerosi monasteri della mwa5uBaviera e della mwa5ySvevia, tuttavia, si confederarono alla congregazione austriaca per mantenere l'università benedettina di mwa5cSalisburgo, fondata nel mwa5g1617.cite-ref-uf86-76-1[76]

I monasteri benedettini svizzeri e austriaci nel mwa54XVII secolo conobbero una grande fioritura, testimoniata dalla ricchezza della decorazione artistica delle abbazie.cite-ref-uf86-76-2[76]

Il dissolvimento e la restaurazione dell'ordine

Con la diffusione delle idee mwa6oilluministe e delle dottrine mwa6sgallicane e mwa6wfebroniane in campo ecclesiologico, nella seconda metà del mwa60Settecento l'atteggiamento dell'opinione pubblica e dei governi nei confronti degli ordini religiosi si fece ostile.cite-ref-dip1324-77-0[77]

Nel mwa7m1766 in mwa7qFrancia, sotto gli auspici del sovrano, venne costituita una Commissione di Regolari con l'intento dichiarato di promuovere una riforma degli ordini religiosi, ma il cui provvedimento più significativo fu quello di determinare un numero minimo di membri al di sotto del quale case religiose o interi ordini potevano essere soppressi: nel mwa7u1780, anno dello scioglimento della Commissione, erano sopravvissuti solo 122 dei circa 410 monasteri benedettini.cite-ref-dip1324-77-1[77]

Nel mwa7s1783 mwa7wGiuseppe II soppresse tutti gli ordini essenzialmente contemplativi e consentì ai monasteri benedettini di sussistere solo a condizione che iniziassero a dedicarsi ad attività socialmente utili come l'insegnamento, l'assistenza ospedaliera o la cura delle parrocchie: di conseguenza, venne dissolto circa un terzo delle comunità benedettine esistenti nei domini asburgici.cite-ref-dip1325-78-0[78]

Leggi di soppressione vennero emanate anche nella mwa8irepubblica di Venezia (mwa8m1768), mwa8qgranducato di Toscana (mwa8u1786) e mwa8yregno di Napoli.cite-ref-dip1324-77-2[77]

Il numero dei monasteri benedettini si ridusse drasticamente dopo la mwa8wRivoluzione del mwa801789, che portò al dissolvimento delle ultime comunità benedettine in mwa84Francia e mwa88Belgio, e con mwa9aNapoleone Bonaparte.cite-ref-79[79]

Come conseguenza del mwa9ytrattato di Lunéville Napoleone secolarizzò i numerosi principati ecclesiastici e li consegnò ai sovrani tedeschi causando, tra il mwa9c1803 e il mwa9g1806, la perdita di tutti i monasteri in mwa9kBaviera, mwa9oBaden, mwa9sWürttemberg e mwa9wPrussia (a eccezione del monastero degli scozzesi di mwa90Ratisbona, perché popolato da stranieri); mwa94Giuseppe Bonaparte soppresse tutti i monasteri del regno di Napoli a eccezione delle abbazie di Cassino, Cava e Montevergine, dove ai monaci venne consentito di rimanere per conservare il patrimonio archivistico ma in abiti civili;cite-ref-dip1325-78-1[78] dopo la conquista di mwa-mMadrid (mwa-q1808) da parte di Napoleone vennero secolarizzati anche i monasteri di mwa-uSpagna e mwa-yPortogallo;cite-ref-dip1324-77-3[77] anche la mwa-sPolonia perse tutti i suoi monasteri.cite-ref-dip1325-78-2[78]

Sopravvissero, in tutta mwa-eEuropa, solo una trentina di abbazie benedettine.cite-ref-dip1325-78-3[78]

La ripresa delle antiche congregazioni

La restaurazione del monachesimo benedettino nell'mwa-gimpero austro-ungarico venne avviata nel mwa-k1802 per iniziativa di mwa-oFrancesco I, interessato specialmente all'attività educativa svolta dai monaci: i monasteri mwa-sungheresi si riunirono in una congregazione fortemente centralizzata facente capo all'arcimwa-wabbazia di Pannonhalma, presso la quale vennero stabiliti l'unico noviziato e le facoltà di teologia e filosofia; le abbazie mwa-0austriache vennero raggruppate da mwa-4papa Leone XIII in due congregazioni, una dedicata a Maria Immacolata e una a San Giuseppe, riunite in un'unica nel mwa-81918.cite-ref-80[80]

In mwbauBaviera la restaurazione venne promossa dal re mwbayLudovico I: tra il mwbac1830 e il mwbag1842 risorsero le antiche abbazie di mwbakMetten, mwbaoAugusta, mwbasOttobeuren, mwbawScheyern e Weltenburg e lo stesso sovrano promosse la fondazione del monastero di Sankt Bonifaz a mwba4Monaco e del priorato di mwba8Andechs.cite-ref-81[81]

I benedettini inglesi, che si erano riorganizzati sin dal principio del mwbbuXVII secolo nei monasteri continentali di mwbbyDouai (mwbbc1606) e mwbbgDieulouard (mwbbk1608), poterono trasferire le loro case in patria (abbazie di Downside e Ampleforth) dopo il mwbbo1793 (con lo scoppio della guerra tra mwbbsFrancia mwbbwrivoluzionaria e la mwbb0prima coalizione i monaci vennero accolti in patria come esuli); con l'mwbb4emancipazione dei cattolici britannici nel mwbb81829 le abbazie benedettine conobbero un notevole sviluppo, divenendo sede di prestigiose istituzioni scolastiche (è celebre il college di mwbcaAmpleforth).cite-ref-82[82]

In mwbcwSvizzera erano i singoli cantoni a emanare leggi a proposito dei monasteri, ma nel mwbc01848 venne inserito nella costituzione federale un articolo che vietava espressamente l'erezione di nuovi monasteri: le antiche abbazie di mwbc4Fischingen e mwbc8Rheinau vennero dissolte; i monaci di mwbdaMuri trasferirono la loro comunità a mwbdeGries e quelli di mwbdiMarienstein a mwbdmBregenz; i monaci benedettini esuli contribuirono notevolmente alla diffusione del monachesimo benedettino negli mwbdqStati Uniti d'America.cite-ref-83[83]

Le nuove congregazioni del XIX secolo

Per la restaurazione dell'ordine in mwbdsFrancia e mwbdwGermania ebbero notevole importanza i monasteri di mwbd0Solesmes e di mwbd4Beuron, che divennero centri di due nuove congregazioni monastiche riformate.

L'abbazia benedettina di Solesmes, la prima dove vennero reintrodotti i voti solenni e gli abati perpetui, venne rifondata nel mwbea1833 da mwbeeProsper Guéranger, seguace di mwbeiLamennais e dell'ideale di libertà ecclesiastica di fronte ai poteri civili ma strenuo oppositore del mwbemgallicanesimo,cite-ref-84[84] e da essa trassero nuova linfa le antiche abbazie di mwbegLigugé, mwbekSilos, mwbeoSaint-Wandrille e Sainte-Marie di mwbesParigi.cite-ref-85[85]

L'abbazia di mwbfeBeuron venne fondata nel mwbfi1863 dai fratelli mwbfmPlacido e mwbfqMauro Wolter, formatisi presso i cassinesi di mwbfuSan Paolo fuori le mura a mwbfyRoma,cite-ref-86[86] e da essa derivano l'mwbfsabbazia di Maredsous e di mwbfwMaria Laach; i monaci di Beuron parteciparono anche alla riforma delle congregazioni benedettine di mwbf0Portogallo e mwbf4Brasile.cite-ref-87[87]

Fu notevole anche il ruolo dell'abate mwbgqPietro Francesco Casaretto, che a partire dal mwbgu1844 si impegnò a restaurare l'integrale osservanza della regola di san Benedetto e la perfetta vita comune nel monastero cassinese di mwbgySan Martino d'Albaro: nel mwbgc1850 mwbggpapa Pio IX gli affidò l'abbazia di mwbgkSanta Scolastica a mwbgoSubiaco da cui ebbe origine la congregazione dei cassinesi della primitiva osservanza (detti poi sublacensi), che rivitalizzò le storiche abbazie di mwbgsPraglia, mwbgwMontevergine, mwbg0La Pierre-qui-Vire e mwbg4Montserrat.cite-ref-88[88]

I benedettini nelle Americhe

Il primo monastero benedettino nelle mwbhsAmeriche venne fondato a mwbhwSalvador da Bahia nel mwbh01581 da una comunità di monaci portoghesi. Dall'abbazia di Salvador sorsero presto quelle di mwbh4Olinda, mwbh8Rio de Janeiro, mwbiaParaíba do Norte e mwbieSão Paulo: con la bolla mwbiiInter gravissimas del 1º luglio mwbim1827 tali monasteri vennero riuniti in una congregazione. Negli anni successivi l'ordine rischiò l'estinzione a causa del divieto governativo, rimosso solo nel mwbiq1889, di ammettere novizi: la congregazione brasiliana tornò ad espandersi dopo l'elezione, nel mwbiu1890, dell'arciabate Domenico della Trasfigurazione Machado, specialmente grazie all'arrivo di monaci da Beuron.cite-ref-89[89]

Il primo monastero benedettino negli mwbisStati Uniti d'America fu quello di mwbiwSaint Vincent, sorto nel mwbi01846 a mwbi4Latrobe, in mwbi8Pennsylvania, a opera di mwbjaBonifacio Wimmer, proveniente dall'abbazia bavarese di mwbjeMetten: mwbjipapa Pio IX affiliò il monastero alla congregazione Cassinese, ma consentì ai benedettini di osservare le consuetudini di quella di Baviera. La prima filiazione di Saint Vincent (elevata ad arciabbazia nel mwbjm1892) fu il mwbjqmonastero di Saint John a mwbjuCollegeville, sorto nel mwbjy1856 in mwbjcMinnesota. Da questo gruppo di monasteri ebbe origine la congregazione Americana Cassinese, divenuta una delle più fiorenti dell'ordine.cite-ref-90[90]

Sempre negli Stati Uniti, i benedettini svizzeri di mwbj0Einsiedeln nel mwbj41854 fondarono il monastero di Saint Meinrad, nell'mwbj8Indiana; nel mwbka1873 altri monaci svizzeri provenienti da mwbkeEngelberg fondarono il monastero di Conception, nel mwbkiMissouri. Le abbazie statunitensi di origine svizzera rifiutarono l'offerta di aderire alla congregazione Americana Cassinese e nel mwbkm1881 vennero riuniti nella mwbkqcongregazione Elveto-americana, che ebbe un ruolo notevole nell'opera di evangelizzazione dei nativi americani.cite-ref-91[91]

Il ritorno alla tradizione missionaria

mwbksAndrea Amrhein, monaco di Beuron, fu tra i primi a riscoprire l'opera di evangelizzazione svolta dai benedettini nel mwbkwMedioevo e divenne il rinnovatore dell'antico ideale missionario dell'ordine: dopo aver visitato i seminari dei mwbk0missionari di Mill Hill e dei mwbk4verbiti a mwbk8Steyl, nel mwbla1887 fondò una casa religiosa per la formazione dei missionari. Inizialmente i discepoli di Amrhein costituirono una congregazione di oblati regolari con mwblevoti semplici, ma nel mwbli1896 la loro casa di Sant'Ottilia, in mwblqAlta Baviera, venne elevata a priorato e nel mwblu1902 venne eretta in abbazia: nel mwbly1914 Sant'Ottilia divenne arciabbazia e centro di una nuova congregazione monastica nell'ambito della confederazione benedettina.cite-ref-cso-92-0[92]

I benedettini di Sant'Ottilia fondarono numerose case missionarie in mwblwZanzibar (mwbl01887), mwbl4Corea e mwbl8Manciuria (mwbma1909), nell'mwbmeAfrica meridionale (mwbmi1921) e nell'mwbmmAmerica meridionale (mwbmq1923).cite-ref-cso-92-1[92]

Anche le abbazie mwbmobelghe di Sint-Andries-Zevenkerken a mwbmsBruges e di mwbmwMaredsous, riunite nel mwbm01920 nella congregazione nell'Annunziata, furono punti di partenza per numerose fondazioni missionarie in mwbm4Africa e mwbm8Asia: nel mwbna1910 inviarono religiosi nel mwbneKatanga, nel mwbni1929 in mwbnmCina, nel mwbnq1933 in mwbnuAngola, nel mwbny1952 in mwbncIndia, nel mwbng1958 in mwbnkRuanda, nel mwbno1968 in mwbnsPerù.cite-ref-93[93]

La confederazione benedettina

Per promuovere gli interessi generali dell'ordine, mwbocpapa Leone XIII pensò di riunire le congregazioni di monasteri benedettini in una confederazione e incaricò il cardinale benedettino mwbogGiuseppe Benedetto Dusmet di riunire nel mwbokpalazzo di San Callisto a mwbooRoma tutti gli abati per deliberare l'unione: ottenuto l'assenso degli abati, con il breve mwbosSummum semper del 12 luglio mwbow1893 Leone XIII approvò l'unione delle tredici congregazioni in una confederazione sotto la presidenza di un abate primate, le cui prerogative vennero definite dalla mwbo0congregazione per i Vescovi e i Regolari con il decreto mwbo4Inestimabilis del 16 settembre successivo.cite-ref-dipconf-94-0[94]

Come primo abate primate, Leone XIII scelse mwbpqIldebrando de Hemptinne, dell'abbazia belga di mwbpuMaredsous. L'unificazione non intaccò l'autonomia e la fisionomia propria dei singoli monasteri e delle singole congregazioni: gli organi confederali avrebbero esercitato solo una supervisione generale sulla regolare osservanza della disciplina monastica.cite-ref-dipconf-94-1[94]

La residenza dell'abate primate venne fissata nel mwbpscollegio internazionale di Sant'Anselmo all'Aventino, fondato da Leone XIII il 4 gennaio mwbpw1887 in previsione dell'unione per ricevere studenti da tutte le congregazioni benedettine.cite-ref-dipconf-94-2[94]

La confederazione venne ordinata più accuratamente con la mwbqiLex propria, approvata da mwbqmpapa Pio XII con il breve mwbqqPacis vinculum del 21 marzo mwbqu1952 e più volte rivista.cite-ref-dipconf-94-3[94]

L'organizzazione dell'ordine

I monasteri benedettini sono associati in congregazioni, a loro volta confederate tra loro;cite-ref-95[95] alla confederazione benedettina possono associarsi, in via straordinaria, anche singoli monasteri non legati a nessuna congregazione.cite-ref-96[96]

Ogni congregazione elegge un abate preside: gli abati presidi si riuniscono nel sinodo dei presidi, convocato almeno ogni due anni dall'abate primate e da lui presieduto.cite-ref-97[97] Il sinodo elegge un consiglio costituito da tre presidi che assistono l'abate primate nelle sue funzioni e sceglie, tra i membri del consiglio, il vicario, che fa le veci dell'abate primate in caso di suo impedimento: consiglio e vicario restano in carica sino alla riunione del sinodo successivo.cite-ref-98[98]

I superiori di tutte le abbazie e priorati indipendenti della confederazione si riuniscono ogni quattro anni nel congresso degli abati, al quale spetta il compito di eleggere l'abate primate.cite-ref-99[99]

L'abate primate dura in carica otto anni e può essere rieletto per quattro anni:cite-ref-100[100] egli rappresenta la confederazione ma, nel rispetto dell'autonomia dei singoli monasteri e congregazioni, non gli spettano i poteri tipici dei mwbscmoderatori supremi degli mwbsgistituti religiosi. All'abate primate spetta anche il titolo di abate di Sant'Anselmo all'Aventinocite-ref-101[101] e gran cancelliere del mwbs0Pontificio Ateneo Sant'Anselmo.cite-ref-102[102]

Alla confederazione possono essere consociati anche i singoli monasteri femminili, le federazioni di monasteri femminili e le congregazioni religiose femminili di tradizione benedettina.cite-ref-103[103]


Le congregazioni benedettine

La confederazione è composta dalle seguenti congregazioni:

• mwbvaCongregazione Benedettina d'Inghilterra (mwbveCongregatio Angliae), sorta nel mwbvi1336, che conta 12 monasteri e 266 membri, 213 dei quali sacerdoti;cite-ref-a-105-0[105]
• mwbvgCongregazione Benedettina di Ungheria (mwbvkCongregatio Hungarica), sorta nel mwbvo1500, che conta 9 monasteri e 94 membri, 70 dei quali sacerdoti. La congregazione è presieduta dall'arciabate di mwbvsPannonhalma;cite-ref-a-105-1[105]
• mwbweCongregazione benedettina di Svizzera (mwbwiCongregatio Helvetica), sorta nel mwbwm1602, che conta 7 monasteri e 175 membri, 127 dei quali sacerdoti;cite-ref-a-105-2[105]
• mwbwkCongregazione Benedettina d'Austria (mwbwoCongregatio Austriaca ab Immaculata Conceptione), sorta nel mwbws1625, che conta 14 monasteri e 299 membri, 230 dei quali sacerdoti;cite-ref-a-105-3[105]
• mwbxeCongregazione Benedettina di Baviera (mwbxiCongregatio Bavarica), sorta nel mwbxm1684, che conta 11 monasteri e 184 membri, 106 dei quali sacerdoti;cite-ref-b-106-0[106]
• mwbxkCongregazione Benedettina del Brasile (mwbxoCongregatio Brasiliensis), sorta nel mwbxs1827, che conta 12 monasteri e 167 membri, 77 dei quali sacerdoti. La congregazione è presieduta dall'arciabate di São Bento da Bahia, a mwbxwSalvador;cite-ref-b-106-1[106]
• mwbyiCongregazione Benedettina di Solesmes (mwbymCongregatio Solesmensis), sorta nel mwbyq1837, che conta 24 monasteri e 624 membri, 348 dei quali sacerdoti. La congregazione è presieduta dall'abate di Saint-Pierre de Solesmes, a mwbyuSablé-sur-Sarthe;cite-ref-b-106-2[106]
• mwbysCongregazione Benedettina Americana Cassinese (mwbywCongregatio Americana Casinensis), sorta nel mwby01855, che conta 26 monasteri e 745 membri, 459 dei quali sacerdoti;cite-ref-b-106-3[106]
• mwbzmCongregazione sublacense cassinese (mwbzqCongregatio Sublacensis Casinensis), sorta nel mwbzu2013 dall'unione delle congregazioni mwbzysublacense e mwbzccassinese, che conta 77 monasteri e mwbzg1 283 membri, 517 dei quali sacerdoti.cite-ref-b-106-4[106]
• mwbz4Congregazione Benedettina di Beuron (mwbz8Congregatio Beuronensis S. Martini), sorta nel mwbaa1868, che conta 9 monasteri e 200 membri, 108 dei quali sacerdoti;cite-ref-c-107-0[107]
• mwbayCongregazione Elveto-americana (mwbacCongregatio Helveto-americana), sorta nel mwbag1881, che conta 16 monasteri e 482 membri, 259 dei quali sacerdoti;cite-ref-c-107-1[107]
• mwba4Congregazione Benedettina di Sant'Ottilia (mwba8Congregatio Ottiliensis), sorta nel mwbba1884, che conta 24 monasteri e mwbbe1 067 membri, 335 dei quali sacerdoti. La congregazione è presieduta dall'arciabate di Sankt Ottilien a mwbbiEresing;cite-ref-c-107-2[107]
• mwbbgCongregazione Benedettina dell'Annunziata (mwbbkCongregatio ab Annuntiatione B.M.V.), sorta nel mwbbo1920, che conta 29 monasteri e 575 membri, 320 dei quali sacerdoti;cite-ref-c-107-3[107]
• mwbcaCongregazione Benedettina Slava (mwbceCongregatio Slava S. Adalberti et S. Margaritae), sorta nel mwbci1945, che conta 1 monastero e 11 membri, 7 dei quali sacerdoti;cite-ref-d-108-0[108]
• mwbcgCongregazione Benedettina Olivetana (mwbckCongregatio Sanctae Mariae Montis Oliveti), sorta nel mwbco1313, che conta 21 monasteri e 215 membri, 121 dei quali sacerdoti. La congregazione è presieduta dall'abate generale di mwbcsMonte Oliveto Maggiore, a mwbcwChiusure.cite-ref-d-108-1[108] Gli olivetani hanno aderito ai benedettini confederati nel mwbde1960;cite-ref-dip13311332-109-0[109]
• mwbdcCongregazione Benedettina Vallombrosana (mwbdgCongregatio Vallis Umbrosae), sorta nel mwbdk1039, che conta 9 monasteri e 73 membri, 48 dei quali sacerdoti. La congregazione è presieduta dall'abate generale dell'mwbdoarchicenobio di Vallombrosa.cite-ref-d-108-2[108] I vallombrosani hanno aderito ai benedettini confederati nel mwbd81966;cite-ref-dip13311332-109-1[109]
• mwbeuCongregazione Camaldolese dell'Ordine di San Benedetto (mwbeyCongregatio Camaldulensis), sorta nel mwbec980, che conta 11 monasteri e 100 membri, 55 dei quali sacerdoti. La congregazione è presieduta dal priore generale del mwbegSacro Eremo di Camaldoli.cite-ref-d-108-3[108] I camaldolesi hanno aderito ai benedettini confederati nel mwbe01966;cite-ref-dip13311332-109-2[109]
• mwbfmCongregazione Benedettina Silvestrina (mwbfqCongregatio Silvestrina), sorta nel mwbfu1231, che conta 22 monasteri e 209 membri, 140 dei quali sacerdoti. La congregazione è presieduta da un abate generale residente presso il monastero di mwbfySanto Stefano Protomartire a mwbfcRoma.cite-ref-d-108-4[108] I silvestrini hanno aderito ai benedettini confederati nel mwbfw1973;cite-ref-dip13311332-109-3[109]
• mwbgiCongregazione Benedettina della Santa Croce del Cono Sur (mwbgmCongregatio Coni Australi de Sancta Cruce), sorta nel mwbgq1970, che conta 16 monasteri e 96 membri, 47 dei quali sacerdoti.cite-ref-d-108-5[108]

I monasteri fuori dalle congregazioni sono 20, con 133 monaci, 66 dei quali sacerdoti.cite-ref-f-1-2[1]

Al 31 gennaio mwbg82015 la confederazione contava 350 tra abbazie e priorati e mwbha6 865 monaci, mwbhe3 587 dei quali mwbhisacerdoti.cite-ref-f-1-3[1]

Il 16 settembre 2016 mwbhgGregory Polan, O.S.B, è stato eletto abate primate della Confederazione benedettina.cite-ref-110[110]cite-ref-111[111]cite-ref-112[112]

Il 23 settembre 2016, l'Abate Primate Gregory Polan della Confederazione Benedettina, ha nominato mwbiyMauritius Wilde, O.S.B. come nuovo Priore dell'mwbicAbbazia Primaziale di Sant'Anselmo all'Aventino.cite-ref-113[113]cite-ref-114[114]

Il 14 settembre 2024 Jeremias Schröder O.S.B. viene eletto undicesimo mwbjeAbate primate della Confederazione Benedettina durante il Congresso degli Abati riunitisi a Romacite-ref-115[115]cite-ref-116[116]cite-ref-117[117]. Fino a quella data, è mwbj4Abate dell’mwbj8Arciabbazia di St. Ottiliencite-ref-118[118], in Germania. Succede a mwbkqGregory Polan.

Cronotassi degli Abate Primate

Elenco degli mwbkcabate primate della confederazione benedettina, cui spetta anche il titolo di gran mwbkgcancelliere del mwbkkPontificio ateneo Sant'Anselmo.cite-ref-119[119]

• mwblaHildebrand von Hemptinne (1893-1913)
• Fidelis von Stotzingen (1913-1947)
• Bernhard Kaelin (1947-1959)
• mwblqBenno Walter Gut (1959-1967)
• mwblyRembert George Weakland (1967-1977)
• mwblgViktor Josef Dammertz (1977-1992)
• Jerome Theisen (1992-1995)
• Marcel Rooney (1996-200)
• mwblwNotker Wolf (2000-2016)
• mwbl4Gregory Polan (2016-2024)
• mwbmaJeremias Schröder (2024 - in carica)

Statistiche storiche

Accanto all'anno, sono indicati il numero delle case dell'ordine (abbazie, priorati), quello complessivo dei religiosi membri della confederazione, quello dei membri sacerdoti e quello dei novizi.cite-ref-120[120]

| anno | monasteri | benedettini | sacerdoti | novizi |
|---|---|---|---|---|
| 1880 | 107 | 2 765 | 1 870 | 115 |
| 1905 | 155 | 5 940 | 3 076 | 753 |
| 1920 | 159 | 7 038 | 3 844 | 806 |
| 1930 | 187 | 9 070 | 4 588 | 902 |
| 1950 | 205 | 10 509 | 6 042 | 915 |
| 1965 | 225 | 11 963 | 7 214 | 601 |
| 1970 | 225 | 10 936 | 7 058 | 279 |

Papi provenienti dall'Ordine benedettino

• mwbqsSilvestro IIcite-ref-121[121]
• mwbreVittore IIIcite-ref-122[122]
• mwbrcGelasio IIcite-ref-123[123]
• mwbr0Celestino Vcite-ref-124[124]
• mwbsmClemente VIcite-ref-125[125]
• mwbskUrbano IVcite-ref-126[126]
• mwbs8Pio VIIcite-ref-127[127]

Note

cite-note-f-11. mwbuamwbueAnnuario pontificio 2017,mwbum p. 1398.
cite-note-22. A. Mancone, DIP, vol. I (1974), col. 1285.
cite-note-33. J. Leclerq, DIP, vol. I (1974), col. 1286.
cite-note-44. J. Leclerq, DIP, vol. I (1974), coll. 1288-1289.
cite-note-55. mwbvaVita S. Benedicti, in mwbveJ.P. Migne (cur.), mwbviPL, vol. LXVI, coll. 125-204.
cite-note-66. mwbvymwbvcPenco,mwbvg p. 51.
cite-note-penco52-77. mwbv4mwbv8Penco,mwbwa p. 52.
cite-note-88. mwbwqmwbwuPenco,mwbwy p. 53.
cite-note-99. mwbwomwbwsPenco,mwbww p. 54.
cite-note-penco55-1010. mwbxqmwbxuPenco,mwbxy p. 55.
cite-note-1111. mwbxomwbxsU. Faust, in G. Schwaiger,mwbxw p. 72.
cite-note-1212. mwbyamwbyePenco,mwbyi p. 59.
cite-note-penco60-1313. mwbyomwbysPenco,mwbyw p. 60.
cite-note-penco70-1414. mwbzimwbzmPenco,mwbzq p. 70.
cite-note-1515. mwbzgmwbzkPenco,mwbzo p. 72.
cite-note-1616. mwbz4mwbz8Penco,mwb0a p. 74.
cite-note-1717. mwb0qmwb0uPenco,mwb0y p. 80.
cite-note-1818. mwb0omwb0sPenco,mwb0w p. 82.
cite-note-1919. mwb1amwb1ePenco,mwb1i p. 58.
cite-note-penco67-2020. mwb1omwb1sPenco,mwb1w p. 67.
cite-note-faust74-2121. mwb2imwb2mU. Faust, in G. Schwaiger,mwb2q p. 74.
cite-note-2222. mwb2gmwb2kPenco,mwb2o p. 68.
cite-note-2323. R. Hanslik (cur.), mwb24Benedicti regula, in mwb28Corpus Scriptorum Ecclesiasticorum Latinorum, vol. 75 (Vienna 1977).
cite-note-2424. A. Genestout, mwb3mLa Règle du Maître et la Règle de S. Benoît, in mwb3qRevue d'ascétique et de mystique, 21 (1940), pp. 51-112.
cite-note-penco61-2525. mwb3omwb3sPenco,mwb3w p. 61.
cite-note-2626. mwb4amwb4ePenco,mwb4i p. 62.
cite-note-2727. L. Halphen, mwb4yLa «Vie de S. Maur», in mwb4cRevue historique, 88 (1905), pp. 287-295; U. Berlière, mwb4gLe culte de S. Placide, in mwb4kRevue bénédictine, 33 (1921) pp. 19-45.
cite-note-2828. mwb40mwb44Penco,mwb48 pp. 89-93.
cite-note-2929. mwb5mmwb5qPenco,mwb5u p. 94.
cite-note-3030. mwb5kmwb5oG. Schwaiger,mwb5s p. 386.
cite-note-3131. mwb58mwb6aPenco,mwb6e p. 125.
cite-note-3232. mwb6uHist. Abbatum Auctore Anonymo, in C. Plummer (cur.), mwb6yVenerabilis Baedae Opera Historica, vol. I (Oxford 1896), pp. 389-390.
cite-note-3333. mwb6omwb6sU. Faust, in G. Schwaiger,mwb6w p. 77.
cite-note-3434. G. Picasso, DIP, vol. I (1974), col. 1357.
cite-note-3535. G. Picasso, DIP, vol. I (1974), col. 1358.
cite-note-3636. mwb7yKaroli epistula de litteris colendis, in mwb7cMGH, mwb7gCapitularia regum Francorum, vol. I (Hannover 1883), pp. 78-79.
cite-note-3737. mwb7wmwb70Ferroni,mwb74 p. 30.
cite-note-3838. mwb8imwb8mAdmonitio Generalis, in mwb8qMGH, mwb8uCapitularia regum Francorum, vol. I (Hannover 1883), pp. 52-62.
cite-note-3939. mwb8kmwb8oPenco,mwb8s p. 175.
cite-note-4040. mwb88mwb9aG. Schwaiger,mwb9e p. 154.
cite-note-4141. mwb9umwb9yU. Faust, in G. Schwaiger,mwb9c p. 81.
cite-note-4242. mwb9smwb9wG. Schwaiger,mwb90 p. 271.
cite-note-4343. mwb-emwb-iG. Schwaiger,mwb-m p. 285.
cite-note-4444. mwb-cmwb-gPenco,mwb-k p. 179.
cite-note-4545. mwb-0mwb-4Penco,mwb-8 p. 182.
cite-note-4646. mwb-mmwb-qPenco,mwb-u p. 187.
cite-note-4747. mwb-kmwb-oPenco,mwb-s p. 189.
cite-note-4848. mwb-8mwcaaPenco,mwcae p. 193.
cite-note-4949. mwcaumwcayPenco,mwcac pp. 185-187.
cite-note-5050. mwcasmwcawPenco,mwca0 pp. 198-199.
cite-note-5151. mwcbemwcbiPenco,mwcbm pp. 202-203.
cite-note-5252. mwcbcmwcbgG. Schwaiger,mwcbk p. 455.
cite-note-5353. mwcb0mwcb4Penco,mwcb8 pp. 231-239.
cite-note-5454. mwccmmwccqPenco,mwccu pp. 253-254.
cite-note-5555. mwcckmwccoPenco,mwccs p. 256.
cite-note-5656. mwcc8mwcdaPenco,mwcde pp. 275-276.
cite-note-5757. mwcdumwcdyG. Schwaiger,mwcdc p. 430.
cite-note-5858. mwcdsmwcdwPenco,mwcd0 pp. 280-281.
cite-note-5959. mwceemwceiG. Schwaiger,mwcem p. 334.
cite-note-6060. mwcecmwcegPenco,mwcek p. 297.
cite-note-6161. mwce0mwce4Penco,mwce8 p. 301.
cite-note-6262. mwcfmmwcfqPenco,mwcfu p. 298.
cite-note-6363. mwcfkmwcfoPenco,mwcfs p. 309.
cite-note-6464. mwcf8mwcgaPenco,mwcge p. 310.
cite-note-penco311-6565. mwcgcmwcggPenco,mwcgk p. 311.
cite-note-6666. mwcg0mwcg4Penco,mwcg8 p. 312.
cite-note-6767. mwchmmwchqPenco,mwchu p. 323.
cite-note-6868. mwchkmwchoG. Schwaiger,mwchs p. 278.
cite-note-6969. mwch8mwciaG. Schwaiger,mwcie p. 99.
cite-note-7070. mwciumwciyG. Schwaiger,mwcic pp. 292-293.
cite-note-7171. mwcismwciwPenco,mwci0 p. 315.
cite-note-7272. mwcjemwcjiU. Faust, in G. Schwaiger,mwcjm p. 85.
cite-note-dip1321-7373. E. Zaramella, DIP, vol. I (1974), col. 1321.
cite-note-7474. E. Zaramella, DIP, vol. I (1974), col. 1320.
cite-note-dip1322-7575. E. Zaramella, DIP, vol. I (1974), col. 1322.
cite-note-uf86-7676. mwclamwcleU. Faust, in G. Schwaiger,mwcli p. 86.
cite-note-dip1324-7777. E. Zaramella, DIP, vol. I (1974), col. 1324.
cite-note-dip1325-7878. E. Zaramella, DIP, vol. I (1974), col. 1325.
cite-note-7979. E. Zaramella, DIP, vol. I (1974), coll. 1324-1325.
cite-note-8080. E. Zaramella, DIP, vol. I (1974), coll. 1325-1326.
cite-note-8181. E. Zaramella, DIP, vol. I (1974), col. 1327.
cite-note-8282. D. Rees, DIP, vol. II (1975), coll. 1486-1491.
cite-note-8383. E. Zaramella, DIP, vol. I (1974), col. 1329.
cite-note-8484. J. Gribomont, DIP, vol. VIII (1988), col. 1763.
cite-note-8585. J. Gribomont, DIP, vol. VIII (1988), col. 1764.
cite-note-8686. V.E. Fiala, DIP, vol. II (1975), col. 1427.
cite-note-8787. V.E. Fiala, DIP, vol. II (1975), col. 1428.
cite-note-8888. G. Lunardi, DIP, vol. II (1975), col. 1503.
cite-note-8989. L. Brasil e J.P. Müller, DIP, vol. II (1975), coll. 1472-1477.
cite-note-9090. J.P. Müller, DIP, vol. II (1975), coll. 1468-1470.
cite-note-9191. A. Cody, DIP, vol. II (1975), coll. 1496-1501.
cite-note-cso-9292. V. Dammertz, DIP, vol. VIII (1988), coll. 944-946.
cite-note-9393. J.P. Müller, DIP, vol. II (1975), coll. 1471-1472.
cite-note-dipconf-9494. J.P. Müller, DIP, vol. II (1975), coll. 1417-1418.
cite-note-9595. mwcqaLex propria Confoederationis benedectinae, Sezione prima, tit. II, cap. I, art. 1, n. 9.
cite-note-9696. mwcqqLex propria Confoederationis benedectinae, Sezione prima, tit. II, cap. I, art. 2, n. 13.
cite-note-9797. mwcqgLex propria Confoederationis benedectinae, Sezione seconda, tit. II, cap. I, nn. 32-35.
cite-note-9898. mwcqwLex propria Confoederationis benedectinae, Sezione seconda, tit. II, cap. II, nn. 36-37.
cite-note-9999. mwcraLex propria Confoederationis benedectinae, Sezione seconda, tit. I, n. 19.
cite-note-100100. mwcrqLex propria Confoederationis benedectinae, Sezione seconda, tit. I, cap. V, n. 29.
cite-note-101101. mwcrgLex propria Confoederationis benedectinae, Sezione terza, tit. I, n. 56.
cite-note-102102. mwcrwLex propria Confoederationis benedectinae, Sezione terza, tit. III, n. 64.
cite-note-103103. mwcsaLex propria Confoederationis benedectinae, Sezione prima, tit. II, cap. II, nn. 14-15.
cite-note-104104. Cfr. prospetto in DIP, vol. I (1974), col. 1247.
cite-note-a-105105. mwcs0mwcs4Annuario pontificio 2017,mwcta p. 1399.
cite-note-b-106106. mwctwmwct0Annuario pontificio 2017,mwct8 p. 1400.
cite-note-c-107107. mwcukmwcuoAnnuario pontificio 2017,mwcuw p. 1401.
cite-note-d-108108. mwcvomwcvsAnnuario pontificio 2017,mwcv0 p. 1402.
cite-note-dip13311332-109109. Cfr. tabella in DIP, vol. I (1974), coll. 1331-1332.
cite-note-110110. mwcwo(mwcwsmwcwwEN) Cindy Wooden, mwcw0mwcw4American elected new abbot primate of Benedictine order, in mwcw8Crux News, Scottsdale, AZ, 12 settembre 2016. mwcxaURL consultato il 4 dicembre 2021.
cite-note-111111. mwcxq(mwcxumwcxyEN) mwcxcmwcxgThe Benedictine Confederation marks 125 years, in mwcxkVatican News, Vatican City, 21 aprile 2018. mwcxoURL consultato il 4 dicembre 2021.
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cite-note-120120. Cfr. tabella in DIP, vol. I (1974), coll. 1329-1330.
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cite-note-122122. mwccwmwcc0I papi,mwcc8 vol. II, pp. 219-221.
cite-note-123123. mwcdmmwcdqI papi,mwcdy vol. II, p. 240.
cite-note-124124. mwcdomwcdsI papi,mwcd0 vol. II, p. 460.
cite-note-125125. mwceemwceiI papi,mwceq vol. II, p. 530.
cite-note-126126. mwcegmwcekI papi,mwces vol. II, p. 542.
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Bibliografia

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Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su osb.org.
• citereftreccani-itbenedettini, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaP. Lu., BENEDETTINI, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1930.
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• mwchu(EN) Il sito web internazionale dei benedettini confederati, su atlas.osb-international.info. URL consultato il 25 luglio 2019 (archiviato dall'url originale il 5 marzo 2016).
• (IT) mwchcStoria degli insediamenti benedettini nelle Americhe, su sito dell'Abbazia territoriale di Subiaco.